Un inceneritore a Cernusco sul Naviglio? Quasi, ma anche peggio!

È stata recentemente presentata la richiesta autorizzativa per la realizzazione di un impianto di pirolisi, per il trattamento di rifiuti plastici, nella zona sud di Cernusco s/N. La relazione tecnica e lo studio preliminare ambientale relativi a tale richiesta, avanzata dalla Tregenplast Srl, sono stati pubblicati e consultabili sul sito web S.I.L.V.I.A. (Sistema Informativo Lombardo per la Valutazione d’Impatto Ambientale).

Il processo di pirolisi, concepito soprattutto per il trattamento dei rifiuti contenenti materia plastica e degli pneumatici, consiste essenzialmente in una degradazione termica, in assenza di ossigeno. Durante il processo pirolitico, per effetto delle elevate temperature, la componente organica subisce il cracking termico, scindendosi in una frazione solida e in una frazione volatile. Quest’ultima, in seguito a raffreddamento e condensazione, produce una frazione liquida e una gassosa incondensabile. Il processo di pirolisi fornisce, quindi, come prodotti: una frazione gassosa (idrogeno, metano, etilene, ossido di carbonio, …), una frazione liquida (catrame, acqua, olii, …) ed una frazione solida (residuo carbonioso, ceneri, metalli, …). Le percentuali delle tre frazioni e la proporzione relativa dei vari prodotti, all’interno delle frazioni, dipende dai parametri tecnici di realizzazione dell’impianto, da quelli di esercizio e dalla tipologia e qualità del materiale trattato.

In generale, tutte e tre le frazioni di materiale in un impianto di pirolisi presentano delle forti criticità ambientali, poiché il processo fornisce: gas acidi (di Cloro, di Fluoro, di Zolfo), ossidi di azoto, fur

ani, diossine, metalli pesanti (Piombo, Cadmio, Cromo, Mercurio), ceneri pesanti e acque oleose, … nel complesso, sostanze cancerogene, mutagene e teratogene, che necessitano di successivi e adeguati trattamenti.

Fatta questa necessaria premessa, molti e preoccupanti interrogativi sorgono dalla lettura dei documenti depositati dalla Tregenplast Srl.

Anzitutto, ci si aspetterebbe una descrizione tecnica dettagliata dell’impianto proposto, ma, nella documentazione fornita, e disponibile su SILVIA, non vi è una reale “relazione di dimensionamento”, né sono riportate le specifiche progettuali. Stupisce, perfino, che nella relazione tecnica venga fornita una definizione di pirolisi che è testualmente ripresa da Wikipedia!

Stando ai pochi dati disponibili nella relazione, dovrebbero entrare nell’impianto 12.900 tonnellate di rifiuti annui destinati a cernita manuale e una quantità imprecisata di “polverino di plastica trattato e sottoposto a lavaggio presso altro impianto”, con la previsione di produrre tra 2.500-3.000 tonnellate annue di combustibili/rifiuti liquidi. Considerato che questi ultimi, di norma, sono pari al 30% – 50% del materiale in ingresso all’impianto, si potrebbero stimare fino a 10.000 tonnellate annue di materie plastiche trattate con processo pirolitico. Tuttavia, le volumetrie dei serbatoi di stoccaggio globalmente previsti per i diversi prodotti di recupero (olii, virgin nafta, gasolio per riscaldamento) appaiono di gran lunga sovradimensionate (circa il triplo) in rapporto alla produzione dichiarata, lasciando molti dubbi circa il reale volume di rifiuti trattati rispetto a quanto dichiarato. In questo contesto, desta preoccupazione l’aumento del traffico di mezzi pesanti nella zona interessata, legato sia all’approvvigionamento continuo di materiali plastici che al successivo ritiro delle sostanze prodotte, quantificabile in svariate decine di veicoli giornalieri.

Per quanto concerne la caratterizzazione delle emissioni, non appare chiaro, dalla relazione fornita, quali e quanti inquinanti, emessi dal processo di pirolisi, ricadranno al suolo nei dintorni dell’impianto (in un raggio fino a 6 Km), con i connessi rischi per la qualità dell’aria e dell’acqua e di contaminazione della falda freatica, né quali forme di protezione in tal senso intendano adottare. I soli parametri che vengono considerati nella documentazione disponibile sono le polveri totali, gli ossidi di azoto e di zolfo e il carbonio organico totale. Nonostante la materia prima sia costituita da plastiche, non viene però fatto alcun cenno né ai metalli né al cloro, sebbene la presenza di quest’ultimo elemento chimico sia decisamente importante e fonte di inquinanti.

Inoltre, per questo tipo di impianti, non si può in alcun modo escludere il verificarsi di emergenze estreme legate al potenziale di atmosfere esplosive causate da fuoruscita accidentale dei gas di pirolisi, ovvero di incendi fuori controllo: anche questo aspetto appare ignorato.

Nuovi dubbi nascono, infine, circa le poche informazioni relative alla società produttrice dell’impianto in questione, che dovrebbe essere la Ital Crea S.r., con sede legale in Romania, di cui non viene presentata alcuna relazione in merito ad altri impianti di tale tipologia già realizzati. Particolare, quest’ultimo, che risulta particolarmente importante, considerato che un’ampia letteratura sugli impianti di questo genere, realizzati in Europa e negli USA, ne evidenzia la mancanza di una concreta redditività.

Nel complesso, il MoVimento 5 Stelle di Cernusco s/N ritiene che, a fronte della richiesta di realizzazione dell’impianto di pirolisi, andrebbe effettuata una seria analisi del rapporto costi-benefici nell’ottica dell’interesse collettivo, valutando in primis il forte impatto ambientale, scarsamente documentato e ampiamente sottostimato, e stabilendo in modo oculato anche le effettive ripercussioni economiche di un simile progetto (a partire dalla svalutazione delle abitazioni).

La sfavorevole localizzazione dell’impianto, a meno di 3 km dal centro di Cernusco s/N e a poche centinaia di metri dai plessi scolastici di Pioltello, quali nido (40 posti), scuola materna (230 posti) e scuole primaria e media (tot. 450 posti), rafforza la nostra totale contrarietà a qualsiasi ipotesi di autorizzare in loco un processo di pirolisi. A fronte della creazione di poche unità di lavoro non qualificato, non ravvisiamo quindi le condizioni per avviare un impianto che presenta concreti rischi di inquinamento chimico dell’area, già fortemente provata dalle gravi problematiche ambientali che affliggono l’intera Pianura Padana e, in special modo, i Comuni dell’hinterland milanese.

Come MoVimento 5 Stelle siamo convinti che la salvaguardia della salute pubblica, la tutela del territorio e la sostenibilità ambientale debbano rappresentare una priorità per tutti i cittadini, al di là degli schieramenti politici e delle divergenze ideologiche: auspichiamo perciò una presa di posizione unitaria da parte delle varie forze politiche, per realizzare un fronte comune a difesa dei cittadini della Martesana e delle sue preziose risorse naturali.

Da parte nostra, abbiamo già provveduto nei giorni scorsi a depositare due interrogazioni consiliari, una in Regione Lombardia l’altra in Comune a Cernusco s/N, affinché si faccia quanto prima chiarezza sulla questione pirolisi nell’interesse dei cittadini della Martesana.

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