Morte al M5S – Lunga vita al M5S

I segreti, la confessione, il desiderio di parlare di un portavoce uscente

Il m5s è stato fondato nell’ottobre 2009. E’ nato con l’obiettivo di coagulare i vari movimenti attivi su vari argomenti, come mobilità – acqua – energia, per far sì che questi trovino spazio in una classe politica prevalentemente scollata dal mondo reale. Allora ero iscritto ai meetup di Milano e Cremona e molti amici di Cremona, mia città natale, mi chiesero di candidarmi per le elezioni Regionali come portavoce della provincia di Cremona. Allora il movimento, correva il 2010, era un neonato e prese il 3%. Contemporaneamente, vivendo a Cernusco sul Naviglio, ho pensato fosse utile creare un gruppo di lavoro qui, dove vivo e dove sto scrivendo. C’era già un piccolo gruppo eterogeneo, sparuto, ma con tanto entusiasmo ci presentammo alle elezioni amministrative di Maggio 2012. Il gruppo di allora spinse il sottoscritto a un mirabolante 5%, con 795 voti.All’inizio non sapevo la differenza tra delibera e determina, tra previsionale e consultivo: mi sentivo un pesce fuori d’acqua.

Poi nei cinque anni di mandato consiliare tutto andava con l’affinarsi, e con me chi mi stava intorno. Posso vantare d’essere stato il consigliere più attivo con trentatré diverse interrogazioni su diversi temi. Alcune di queste esplorative, utili per raccogliere informazioni, altre sono state utili per indurre l’amministrazione comunale a trattare temi che stava ignorando. Per avere un termine di paragone vi elenco le altre forze politiche: FI 11, Persona e Città 11, Lega Nord 6, Vivere Cernusco 4, Sxn 4, Pd 3, Misto(Keller) 2.
Poi le mozioni: ho indotto l’amministrazione Comincini ha trattare argomenti che stavano ignorando come il decoro urbano, le dirette streaming, i software liberi e gratuiti, il referendum comunale, gli alberi per i neonati, il pre / post scuola e molti altri progetti che però non hanno trovato sponda. Ovviamente tutta quanto descritto è documentabile.In tutto questo tempo ho avuto intorno a me amici, parenti, attivisti che hanno creduto in me, ma soprattutto nel modo di fare politica del m5s.Oggi, giugno 2017, il mio mandato è giunto a termine e il M5S sia locale che non, è tutta un’altra storia. Parlerò solo della mia realtà, non voglio emettere analisi di contesti che non conosco.Ho imparato molto in questi anni. Come ho scritto sopra facevo fatica a capire le differenze dei vari documenti, oggi però li leggo con facilità e ne scrivo continuamente; son diventato più abile nella comunicazione e nella gestione di conflitti. Ho conosciuto molte persone e tutti coloro che hanno chiesto d’essere ascoltati, hanno trovato risposta: purtroppo in alcuni casi non sono stato influente e ho fatto solo da cassa di risonanza. La realtà cernuschese è una realtà difficile: chiusa e “scegliente”, molto selettiva e pregiudiziale: se non vieni da percorsi e canali già designati sarai destinato all’oblio. Come spesso accade anche nella vita il peggior difetto corrisponde al miglior pregio: la chiusura della comunità cernuschese ha determinato questa classe politica auto referenziata, ma ha anche evitato che venisse inglobata dai comuni adiacenti e ha permesso a Cernusco di mantenere la sua identità di fondo invariata ed indenne nel tempo.

Più volte mi sono chiesto se in questa realtà territoriale parlare di M5s avesse senso. Non nascondo che qualche volta ho pensato di perdere tempo, di lottare contro i mulini a vento. Ho visto persone di riferimento di varie forze politiche contraddirsi in modo evidente, non solo nelle parole, ma anche nei fatti: c’è chi due anni fa voleva l’espansione del Carosello mentre oggi sono contrari, per mero calcolo elettorale. Consapevoli del fatto che le persone “normali” hanno memoria breve.

Ho visto diversi consiglieri comunali, di diversi gruppi politici fare domande o trattare argomenti per solo interessi mirati: spariscono per mesi, ignorano i vari passaggi istituzionali e si prendono carico dei problemi solo in funzione della quantità di polvere che questi possono sollevare.
A loro non interessa risolvere le cose, ma fare “caciara”. Questi stessi consiglieri comunali incapaci di scrivere un documento istituzionale guidano intere liste civiche. Tutti loro perfettamente in linea con gli altri, consapevoli che tanto alla cittadinanza “non frega niente”. Così anche le persone a esse collegate, sono guidate verso la disfatta consapevole e premeditata: servono solo a confondere le idee ai non addetti ai lavori, a far allontanare sempre più la cittadinanza dal mondo della politica.
Di contro ho visto consiglieri comunali con sale nella zucca allontanati dal loro partito perché fanno troppo poco fumo e si sono dimostrati ragionevoli. La politica, anche locale, è fatta di ragionamento: io ho sempre parlato con tutti, col sorriso, ho ascoltato e dibattuto, nel rispetto delle parti e dei diversi punti di vista, ma senza mai dimenticare chi sono.

Concludendo sono felice d’aver fatto questa esperienza con una forza politica come il M5S che è passata dall’essere un esperimento sociale a un attore vero, una porta verso una dimensione lontana e chiusa. Ho maturato anche la convinzione che nella realtà cernuschese questa forza politica così come la immagino, ovvero un catalizzatore di volontà inespresse, non potrà superare facilmente quel muro di cui ho accennato sopra a meno che non si allinei con questo microsistema, credo, e spero, che non lo faccia mai.

Resto nelle retrovie, faccio manovalanza nelle file del m5s, perché ritengo che si tratti dell’ultima e dell’unica possibilità di colmare lo scollamento cittadini – istituzioni, scollamento che si fa sempre più evidente tanto più si sale nei livelli istituzionali.

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