L’Italia ha detto NO (2^ parte)

A 10 giorni dal voto referendario riprendiamo il nostro articolo per fare un bilancio del voto e alcune riflessioni.

Dopo una campagna elettorale che ci ha visti in prima linea in difesa della Costituzione, siamo emozionati nel poter affermare finalmente che l’Italia ha detto NO.

Il NO ha vinto con il 59% dei consensi e fieri di ciò ribadiamo che la nostra guida principale è stata e sarà sempre la Costituzione, una Carta che ci ha unito per 68 anni.

Dall’altro lato c’è chi ha violato tutte le regole, anche quelle della decenza, per esempio raccontando enormi bugie, tipo quelle sulla famosa scheda elettorale. Probabilmente se fossero state rispettate tutte le regole il SI avrebbe avuto anche un cospicuo quantitativo in meno di voti.

In questi mesi passati nei nostri banchetti abbiamo provato a informare la gente, a discutere di principi e valori di una Costituzione troppe volte data per scontata, e 32 milioni di italiani alle urne sono la dimostrazione che sancisce fermamente che la nostra grande Carta non è un problema, ma una risorsa per il paese. Questa mobilitazione dice anche che non va stravolta, ma solo aggiornata e con riforme il più possibile condivise, migliorative, scritte bene, limitate a pochi articoli, ma soprattutto democratiche. Questa è anche la dimostrazione che gli italiani non vogliono un uomo solo al comando.

Negli organi governativi e in alcuna parte dell’informazione si dovrebbe riflettere anche sul fatto di non aver capito nulla del Paese il quale si dovrebbe rappresentare, interpretare e raccontare, si deve cercare inoltre di non alimentare ulteriormente la rabbia di milioni di persone ma di ascoltarla ed esporla in modo chiaro.

 

Non ti chiedi perché… (1^ parte)

Non ti chiedi perché vogliano modificare 47 articoli costituzionali su 139 ? Partendo appunto dai numeri, che sono sempre molto significativi, questa è una delle più elaborate e corpose riforme mai fatte. La nostra Costituzione, carta di principi, andrebbe modificata con cautela e parsimonia andando a vedere l’esito delle modifiche dopo un periodo in modo da non rischiare di stravolgere completamente qualcuno di questi principi.

Non ti chiedi perché introducano l’immunità parlamentare per i nuovi senatori ? I sindaci e i consiglieri regionali attualmente non hanno questa protezione, ma venendo nominati senatori l’acquisiranno. Visto che questa è una riforma si poteva andare oltre e rimuoverla del tutto anche ai deputati avvicinando la politica ai cittadini invece di introdurla per chi non ce l’ha ?!

Non ti chiedi perché la riforma sia stata scritta dal governo e non dal parlamento ? Separazione dei poteri: potere legislativo (Parlamento), esecutivo (Governo), giudiziario (Magistratura). Calamandrei (capogruppo dell’Assemblea Costituente) pronunciò le seguenti frasi che non hanno bisogno di commenti: “Nella preparazione della Costituzione, il governo non deve avere alcuna ingerenza…” , “Nel campo del potere costituente il governo non può avere alcuna iniziativa, neanche preparatoria” , “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”. La costituzione è un insieme di regole, quindi andrebbero sempre, dico sempre, condivise. L’attuale carta venne votata dal 83% dei membri dell’Assemblea costituente ( http://www.ilblogdellestelle.it/la_costituzione_e_di_tutti_non_del_pd_iodicono.html ).

Non ti chiedi perché vogliano tenere in piedi un senato per farlo lavorare effettivamente un giorno alla settimana (affermazione di alcuni membri del Governo) ? I nuovi senatori si recheranno a Palazzo Madama solo per un giorno alla settimana (sprecandone magari un altro di viaggio) perché, logicamente, hanno la loro attività di sindaci e consiglieri regionali che per questo motivo, in parte, tralasceranno.

Non ti chiedi perché sia “governabilità” la parola maggiormente utilizzata per giustificare questa riforma ? In questa legislatura ci sono stati quasi il 30% di parlamentari che hanno cambiato gruppo, alcuni passando anche da opposizione a maggioranza. Il vero problema è il vincolo di mandato che, comunque, non viene introdotto da questa riforma. Inoltre dicono che l’attuale iter delle leggi è troppo lento ed elaborato per poter legiferare in tempi brevi e certi. Lasciando stare la legge “scandalo” sulle pensioni di una famosa professoressa di un governo tecnico, che era un decreto legge (quindi di iniziativa governativa), c’è stato un famoso lodo e la legge per evitare i controlli completi sui bilanci dei partiti (per ottenere subito una parte dei rimborsi elettorali) le quali sono state approvate in pochi giorni. Quando c’è la volontà le leggi si approvano (con doppio passaggio Camera-Senato) in poco tempo.

Non ti chiedi perché tolgano il diritto di voto dei senatori dicendo di credere nella democrazia ? Chi crede veramente nella democrazia non toglie un diritto ai cittadini ma piuttosto lo incrementa.

Siamo accusati di dire sempre NO ma nonostante tutto salviamo un paio di cose di questa riforma: l’abolizione del CNEL e la rimozione della necessità di voto di fiducia al Senato. Detto ciò però abbiamo uno sbilancio talmente tale tra punti negativi (alcuni scritti anche in modo pessimo e poco comprensibile) e punti positivi che diciamo con convinzione #iovotono.

 

costit

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