Espansione Carosello? Facciamo chiarezza.

Premettendo che siamo favorevoli a vincoli di tipo paesaggistici quali la metratura dell’ipotetica espansione a piantumazioni di compensazione, il nostro atteggiamento non è contrario a prescindere all’espansione del Centro Commerciale […]

Premettendo che siamo favorevoli a vincoli di tipo paesaggistici quali la metratura dell’ipotetica espansione a piantumazioni di compensazione, il nostro atteggiamento non è contrario a prescindere all’espansione del Centro Commerciale Carosello, non tanto per una irresponsabilità da parte del Movimento 5 Stelle come qualche buonpensante ha affermato e sicuramente affermerà ancora, è che nutriamo forti perplessità rispetto a questo tipo di installazioni commerciali per le seguenti ragioni:

  • Teoria economica del Mall (centro commerciale) è il simbolo del benessere del secondo dopoguerra e simbolo della ricchezza economica della classe media che si sta via via sgretolando. Con essa muore anche il sogno del Mall. I giovani tornano a comprare in città, abbandonando questi mega centri costruiti in periferia. La sempre più crescente concorrenza del mercato web ha fatto il resto: per fare acquisti non si esce più di casa ma si impugna un iPhone. Si calcola che nel prossimo decennio chiuderanno tra il 15 e il 50% dei centri commerciali americani. Gli USA sono presi spesso come modello di riferimento e spesso la loro economia anticipa le tendenze della nostra: sarebbe quindi il caso di riflettere che, se la più potente economia del mondo ha questo tipo di problema, la nostra economia potrebbe seguirla a ruota e pagare un prezzo altrettanto salato: crisi economica, perdita di potere della classe media, crisi demografica e abitativa: le tendenze attuali non danno speranze a questo tipo di modello che si basava proprio su un certo tipo di benessere ed era rivolto ad un certo tipo di popolazione. L’articolo ci dice anche che alcune catene hanno provato a correre ai ripari, investendo sul restyling dei mall per renderli più accattivanti alla clientela: non è servito a niente. Il problema vero è che “the customers don’t have the money. That’s it. This isn’t rocket science” (i clienti non hanno più un soldo. Tutto qui, non si tratta di scienza missilistica!). Ma chi è che è arrivato a questa conclusione? Chi è che ha fatto questa pubblicazione? The Guardian, un delle testate giornalistiche più prestigiose a livello mondiale. E in Italia? M&T: E’ un laboratorio altamente specializzato d’analisi e review di: sociologia, statistica,concepting, retail design, brand image.

Traducendo quanto appena descritto in termini più ampi, teorici, caliamoci nella realtà locale e le nostre ragioni di perplessità andremo a eviscerarle tutte, una per una, evidenziando gli enormi difetti sia nella forma che nella sostanza.

Prima la forma:

  • Perplessi per “come” quest’argomento è stato portato alla cittadinanza. Come un’urgenza, quando qui di urgente non c’è nulla. Tant’è vero che la messa in pratica di quanto proposto da Eurocommercial è previsto per il 2017 (o almeno così ci avete riferito). Abbiamo chiesto in Commissione di prorogare, almeno a settembre, la discussione, ma mi è stato risposto picche. Aggiungendo inoltre che l’amministrazione si è tenuta in un cassetto la lettera di Eurocommercial per oltre un mese e non si capisce come mai oggi c’è carattere d’urgenza.

  • Perplessi perchè noi abbiamo fatto un sondaggio tra la cittadinanza a costo zero e le risposte sono lì da vedere con tutte le varie argomentazioni che i cittadini ci hanno riportato. A nulla vale che il Sindaco ci dica che “sul piano istituzionale io non dovevo nemmeno farlo questo percorso, avrei potuto evitare di chiedere partecipazione” perchè se noi, a costo zero, abbiamo sentito tutti quei cittadini, un’amministrazione comunale, con gli strumenti e le risorse umane e materiali che ha a disposizione, può e dovrebbe fare molto, ma molto di più. Come ad esempio un referendum consultivo, perchè quel regolamento non l’abbiamo stilato per poter dire “quanto bella è la democrazia” ma per utilizzarlo in situazioni di incertezza, come potrebbe essere questa, mentre ora lo si ignora bellamente. (i dati sono temporanei e il sondaggio è ancora aperto)

Schermata del 2014-07-11 00:05:34clicca sull’immagine per vedere i dettagli

Poi la sostanza:

  • Perplessi perchè l’economia locale ne subirà verosimilmente un duro colpo come è stato preannunciato dalla totale assenza di partecipazione dei commercianti di cernusco all’incontro proposto da questa amministrazione comunale. In Commissione l’assessore Zacchetti ci disse che solo 12 negozi cernuschesi erano presenti all’incontro.

  • Perplessi perchè i 200 posti di lavoro sventolati non sono altro che una promessa, se non un miraggio. Da dove si ricava quel numero? Vi devo ricordare chi è che ha fatto politica promettendo posti di lavoro e di come è andata a finire? Questo perchè l’ultimo e più vicino esempio è l’expo, che tutti i partiti piace tanto sbandierare, che aveva stimato tra i 70 e 200,000 posti di lavoro e che ad oggi ne ha generati 3442, pari a circa il 5% della stima più bassa possibile. E poi di quale lavoro stiamo parlando? Conoscete probabilmente chi lavora in un centro commerciale …. andate a chiedergli quali sono i suoi termini contrattuali, e come si trova. E poi questo desiderio che queste assunzioni fantasma avvengano per i cernuschesi … e con quali vincoli li obblighiamo a farlo? Con le raccomandazioni? E poi anche se dovessimo ipotizzare che quei posti di lavoro fossero reali incrementandoli in una direzione, perchè aumenta la clientela, si avrebbe una contrazione dei posti di lavoro dove la clientela si contrae (vedi il commercio locale)

  • E parliamo un attimo anche del fazzoletto di terra compreso tra l’attuale centro commerciale e la tangenziale est comprato proprio da Eurocommercial (non più tardi di un anno fa) per una cifra esorbitante rispetto al suo vero valore. A cui si aggiunge il loro ricorso al TAR affinché vengano tolti a quel terreno i vincoli imposti impropriamente dalla (fu?) provincia di Milano. Chissà cosa hanno in mente questi qua, altro che i millantati svincoli per desaturare il traffico.

  • Pensate davvero che ad Eurocommercial interessi qualcosa del parco degli Aironi? E a nulla vale l’osservazione che “tanto non ci si può andare” perchè un polmone verde non funziona meglio coi presenti, non funziona a presenze umane.

  • Per ultimo, ma non certo meno importante, non esiste nessuna bozza di studio sul traffico veicolare (d’auto e mezzi pesanti), sull’inquinamento e sull’impatto ambientale non solo in fase di installazione ma anche quando e se la struttura sarà a regime.

Quindi allo stato attuale nutriamo forti perplessità perchè, salvo le compensazioni ambientali, tutte le argomentazioni che si son sentite sono argomentazioni legate al denaro e ad una politica miope.

Senza dimenticare quanto ci stanno dicendo i cittadini, che incontriamo ogni giorno e mediante il sondaggio, che ricordiamo resterà aperto. Invitiamo pertanto, chi non lo avesse ancora fatto, ad esprimere la propia opinione cliccando quì.

 

 

This Post Has Been Viewed 94 Times