Diritto allo studio

You may also like...

1 Response

  1. fabiana ha detto:

    Facciamo un pò di troubleshooting sul problema scuola.

    La scuola italiana ha molte carenze, carenze che sono state sempre affrontate con un unico obiettivo: ridurre i costi della scuola. Come se i soldi INVESTITI nella scuola avessero un rendimento più basso di qualunque altro investimento… tolgo un insegnante di sostegno di qua, la carta igienica di là…

    Risultato: i soldi risparmiati sono stati spesi in qualche “porcheria Fiorita” adatta a quella stagione; mentre gli insegnanti hanno continuato con entusiasmo nella loro missione tra mille problemi.

    Dopo un paio di decenni di riforme scolastiche (piene di forma e poca sostanza) ci ritroviamo una scuola materna chiamata infanzia, scuola elementare chiamata primaria e scuola media chiamata di I grado. Ma sono cambiate anche altre cose:
    1) malattie pagate al 50%;
    2) ferie maturate/non godute e non pagate;
    3) posti vacanti coperti da 3/4 insegnanti che si avvicendano in un anno scolastico a tutto vantaggio per le casse dello stato e svantaggio per i nostri ragazzi. Questo perchè? Perchè sul posto vacante, ad esempio un prof che va in pensione, non viene nominato un professore di ruolo, è più ecomonico un precario da licenziare prima di natale così non gli paghi le ferie natalizie.

    … potrei continuare, la lista è moooolto lunga!!!!

    Concludo. Gli indizi sono chiari, l’Italia sta andando verso un diritto allo studio per pochi, verso un elite che potrà permettersi degli studi molto costosi. Lo Stato sta dichiarando a gran voce che la scuola pubblica deve morire, si punta solo su un’istruzione privata.

    Però Mauro, tu hai centrato il problema.
    Non importa di chi è la colpa, è importante capire cosa possiamo fare noi, adesso. Per la delicatezza/complessità della questione è impensabile risolvere il problema da soli. Soli gli insegnanti, soli i dirigenti scolastici, sole le amministrazioni locali. Nessuno può fare miracoli.
    Il primo step è convogliare tutti verso un dibattito pubblico per capire quali sono le priorità che Cernusco vuole darsi. Se la scuola pubblica è una priorità, tutte le spese ‘non necessarie’ devono aspettare tempi migliori, la scuola di Cernusco non può più aspettare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code